Eco-turismo: una vacanza “sostenibile” in 10 mosse

Eco-turismo: una vacanza “sostenibile” in 10 mosse

Dalla scelta dell’alloggio ai cibi, fino ai souvenir da portare a casa come ricordo

Rifiuti abbandonati sulle spiagge o nei boschi dopo i pic nic. Contatti troppo ravvicinati con animali selvatici. Code in macchina con il motore accesso. Il futuro del nostro Pianeta dipende dalla scelte che facciamo quotidianamente, anche quando andiamo in vacanza.

Scelte che, a quanto pare, non sono esattamente ecologiche per la maggior parte degli italiani e degli europei. «Se tutti i cittadini del mondo vivessero come un europeo avremmo bisogno di 2,6 pianeti per avere sufficienti risorse per tutti» dice Fulco Pratesi, presidente onorario del WWF Italia. «Bisogna passare dal devastante consumismo a una cultura della valorizzazione e della cura e dare un valore diverso anche alle vacanze. Oltre a essere una sana occasione di svago e di divertimento, devono diventare anche un'opportunità di crescita personale e un’esperienza di conoscenza, per grandi e piccini. Il turismo, la più grande industria globale, può trasformarsi in un grande consumatore delle risorse naturali della terra, come testimoniano purtroppo le nostre coste e le nostre montagne. Opportunamente gestito, però può contribuire a mantenere queste risorse». Ecco allora i consigli del WWF (altri sono disponibili sul sito www.wwfnature.it) per vacanze nel rispetto della natura e alcune strategie per alleggerire la nostra impronta ecologica (vedi box).

Vacanze all’insegna della natura “garantite” da WWF
Snorkeling e seawatching tra le perle del Mediterraneo, trekking con gli asini per gli adolescenti, viaggi in barca a vela nel Parco nazionale dell’Arcipelago toscano, week end golosi in agriturismo, viaggi alla scoperta di aree naturali e delle specie considerate prioritarie dal WWF. Ma anche vacanze in Europa e nel resto del Mondo. Sono molte e per tutte le età le proposte di vacanze green, al centro della programmazione 2015 di WWF NaTuRe, il portale web che presenta viaggi, vacanze, campi nella natura che aderiscono alla Carta di Qualità del WWF. Tante occasioni per scoprire la natura in modo responsabile e divertente.

1 RIFIUTI: RIPORTALI CON TE
Non abbandonare i rifiuti negli ambienti naturali e non disperdere buste di plastica, lattine, bottiglie o altri oggetti in mare o in montagna. Porta un sacchetto da gettare nei raccoglitori differenziati una volta a casa o a valle. Ogni oggetto abbandonato nell’ambiente dura molto più di quello che pensiamo: per degradare un fazzoletto di carta occorrono 3 mesi, per un mozzicone di sigaretta da 1 a 5 anni, per le buste di plastica da 10 a 20 anni, per le lattine di alluminio 10-100 anni, per le bottiglie di vetro 1.000 anni, per il polistirolo 1.000 anni, mentre le bottiglie di plastica non si degradano mai completamente.

2 UTILIZZA I SENTIERI GIÀ ESISTENTI
Per raggiungere la spiaggia percorri sentieri realizzati per non alterare il fragile equilibrio dell’ambiente. Non “attraversare” le dune. Queste collinette di sabbia rappresentano una barriera naturale fondamentale per il mantenimento della spiaggia e degli ambienti retrostanti (campi agricoli, boschi etc.). Anche in montagna non uscire dai sentieri: potrebbe essere pericoloso per la tua incolumità.

3 SEGUI LE REGOLE E SEGNALA LE ANOMALIE
Segnala qualunque anomalia alle autorità competenti: animali in difficoltà, scarichi abusivi, discariche, oggetti pericolosi galleggianti, comportamenti poco civili di altri turisti. Le segnalazioni possono essere fatte alla Capitaneria di Porto più vicina al numero nazionale 1530 o al Corpo Forestale al 1515, oltre che alle amministrazioni locali. Molte regole sono già scritte, come i divieti di navigazione a motore entro i 300 metri dalle spiagge e 200 dalle scogliere. Fai particolare attenzione alle boe di segnalazione di sub o bagnanti mantenendoti alla distanza di sicurezza. Nei parchi, invece, impara le regole prima di addentrarti: raccogliere un fiore protetto può costare caro oltre a danneggiare la biodiversità.

4 NON DISTURBARE GLI ANIMALI SELVATICI
Al mare, non disturbare la fauna sottomarina inseguendo polpi o raccogliendo stelle marine e altri organismi. Se vai in canoa o in pedalò non disturbare ciò che vive fuori dall’acqua, come gabbiani, cormorani e falchi che vivono lungo le scogliere. Basta mantenersi alla giusta distanza evitando schiamazzi e rumore inutile. Ricorda che la pesca subacquea è vietata entro 500 metri dalle spiagge. In montagna, non avvicinare orsi, lupi, volpi e scoiattoli, magari con del cibo. Avvicinare cuccioli di animali selvatici può significare condannarli a morte: la madre non riconoscerà più il loro odore, “contaminato” da quello umano, e li abbandonerà. Se vogliamo osservarli meglio basta rimanere fermi, in completo silenzio, e avere un po’ di pazienza.

5 SCEGLI ALLOGGI BASSO IMPATTO
Gli hotel, poiché accolgono moltissime persone, consumano acqua ed energia in gran quantità. Più ampia è l'offerta di comfort, maggiore è anche il fabbisogno energetico. L'energia pro capite richiesta da un appartamento di vacanza è mediamente pari a un terzo di quella consumata in un contesto alberghiero. E in assenza di riscaldamento e climatizzazione può essere perfino dieci volte inferiore. Scegli strutture ricettive che riciclano i materiali e fanno la raccolta differenziata, dispongono di sistemi ad alta efficienza energetica e, dove possibile, usano fonti di energia sostenibili e rinnovabili.

6 A TAVOLA PUNTA SUI PRODOTTI LOCALI
Gustando alimenti a chilometro zero, prodotti secondo criteri ecologici, contribuisci a tutelare la diversità e la naturalità in agricoltura. Ricorda in particolare di chiedere la provenienza di pesce, carne e frutti di mare e di dare la preferenza ai prodotti locali.

7 RISCOPRI I VIAGGI A CORTO RAGGIO
Il 5% delle emissioni mondiali di CO2 è riconducibile al turismo. E un ruolo fondamentale è giocato dalla scelta del mezzo di trasporto e della meta delle proprie vacanze: i voli a lungo raggio, come quelli per le mete esotiche, rappresentano, ad esempio, solo il 3% di tutti gli spostamenti effettuati per le ferie, ma sono responsabili di un quinto circa delle emissioni totali nocive per il clima. Perché allora non rimanere in Italia dove si possono scoprire posti altrettanto incantevoli?

8 PRENDI MEZZI PUBBLICI E BICI O VAI A PIEDI
Anche una volta raggiunta la meta delle vacanze, cerca di utilizzare il più possibile mezzi pubblici o taxi. Se proprio devi viaggiare in automobile spegni il motore quando sei in sosta o bloccato nel traffico, risparmierai carburante (e soldi) e contribuirai meno alle emissioni di CO2. Noleggia la bicicletta o abituati a gironzolare a piedi, nelle città o in natura.

9 EVITA SOUVENIR ANIMATI
La Convenzione di Washington (CITES) è uno dei più importanti trattati creato per cercare di porre un freno al dilagante ed eccessivo commercio di animali, piante, loro parti e prodotti derivati. È bene essere a conoscenza del fatto che la loro importazione potrebbe essere vietata oppure, se si tratta di un commercio legale, potrebbero comunque esserci dei problemi per fare entrare queste merci nel nostro Paese. Arrivare in dogana con un carapace di tartaruga o con oggetti derivati (pettini, occhiali etc.) può comportarne il sequestro e l'arresto da 3 mesi a 1 anno se l'operazione è a fini commerciali o l'ammenda che può arrivare a qualche migliaia di euro.

10 RISPETTA LE CULTURE E LE COMUNITà LOCALI
Non è solo l’ambiente a subire l’impatto del turismo: le conseguenze si fanno sentire anche sulle culture dei paesi in via di sviluppo. In queste nazioni, il turismo porta e propone come riferimento dei modelli di sviluppo occidentali, consumistici, in società segnate dalla povertà, che non sono sensibilizzate, educate e abituate a sopportarli. Ne consegue in molti casi uno sconvolgimento delle culture e dei modelli di vita locali. Spesso, inoltre, i paesi ospitanti non godono le ricadute economiche generate dal turismo: solo una minima parte del costo di una vacanza concorre infatti ad arricchire l’economia locale. In alcuni paesi del sud del mondo l’industria turistica destina i lavori più umili alle popolazioni locali, lasciando agli occidentali i compiti più appaganti come il coordinamento e la gestione delle attività turistiche. Il turismo inoltre provoca l’aumento della microcriminalità o della prostituzione (Santo Domingo, Caraibi, Tailandia, Kenya, Giamaica, Senegal, Gambia), oltre alla mercificazione della cultura. A Bali, ad esempio, vengono organizzati a fini di spettacolo dei finti matrimoni e funerali svuotando, così di significato, di fronte alle comunità locali, di questi importanti momenti sociali. Un altro fattore che destabilizza le comunità locali sono le proposte di etno-turismo come “alla scoperta degli ultimi primitivi”. Quando sei in vacanza, quindi, cerca di rispettare davvero le tradizioni e la cultura delle comunità locali, scegliendo attività e svaghi che non abbiano un impatto negativo su di loro e non trasformino le persone del posto in "comparse" dell’industria turistica.

L'IMPRONTA ECOLOGICA
È un indicatore di sostenibilità che misura la domanda umana sugli ecosistemi in termini di area, terrestre e marittima, biologicamente produttiva necessaria a produrre le risorse che l’uomo consuma e assorbire i rifiuti che produce. L'Impronta ecologica di un Paese è costituita dalla somma di tutti i terreni agricoli, i pascoli, le foreste e gli stock ittici necessari a produrre il cibo, le fibre e il legname che il Paese consuma, ad assorbire i materiali di scarto che emette nel momento in cui utilizza l'energia (cioè il biossido di carbonio) e a fornire lo spazio sufficiente per le infrastrutture che realizza. Poiché le persone consumano risorse e servizi ecologici provenienti da tutto il mondo, le loro impronte sono costituite dalla somma di queste aree, indipendentemente da dove esse si trovino sul Pianeta.

a cura di ELENA BUONANNO

Bergamo Salute n. 45

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