Sono nata per far ridere

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Intervista alla comica bergamasca Alice Mangione, che tra poche settimane diventerà mamma (due volte)
«Sono sempre stata una buffona, fin da quando ero una bambina. Gli altri ridevano anche quando ero seria. All’inizio ci rimanevo male. Poi, però, ho capito. Non c’è soddisfazione più bella per me che far ridere. E anche ora che sono grande e sta per nascere il mio primo figlio continuerò a esserlo.

Sarò una “mamma buffona”». Ce l’ha davvero nel sangue Alice Mangione, 30 anni di Casazza, la capacità di mettere allegria. Occhioni blu che sprizzano vitalità, capelli rossi, un sorriso e un’espressività contagiosi. Non si può rimanere indifferenti. Nemmeno se di mezzo c’è lo schermo di un computer e la telecamera di Skype con cui l’abbiamo intervistata. È davvero un fiume in piena questa giovane artista che molti di voi sicuramente conosceranno come Viky, il buffo navigatore satellitare in carne ed ossa, e parrucca blu, del programma comico di Italia Uno Colorado o come Alyce Make Up, parodia del programma televisivo Clio Make Up. Forse perché questo per lei è davvero un momento d’oro. Tra pochi mesi nascerà Duccio, frutto dell’amore con il compagno e collega Gianmarco Pozzoli (ndr. autore e attore comico noto per le sue partecipazioni a programmi come Convenscion, Zelig e Colorado). E anche sul fronte professionale, dopo una lunga gavetta che l’ha vista confrontarsi, tra gli altri, con Luca e Paolo (quelli di Camera Cafè), è a un passo dal realizzare il suo sogno: portare in scena uno spettacolo tutto suo, e di Gianmarco. Si chiama Discoteque Machine e, prima di essere presentato a Edimburgo al Fringe Festival, il più grande raduno di artisti al mondo, debutterà al Teatro Nuovo di Milano, il 27,28, 29 luglio. «Stiamo per diventare genitori due volte. Per me e Gianmarco infatti è come se fosse il nostro secondo figlio. Lo abbiamo immaginato, ideato e scritto insieme. Ci abbiamo lavorato per un anno e ora siamo esaltatissimi. Non vediamo l’ora di portarlo in scena. È il nostro sogno americano, quello che desideravamo da tutta la vita. Racconta la storia di un gruppo di creature di un altro pianeta che vengono sulla terra per liberare le persone dalle paure attraverso la danza. È un rito collettivo, in cui sei persone alla volta del pubblico vengono coinvolte e ballano con queste creature (i Morphsuits), inscenando uno spettacolo comico muto con il sottofondo di una traccia musicale e una voce fuori campo che gestisce quello che accade sul palco e dà istruzioni al pubblico. Si tratta di uno spettacolo alternativo per l’Italia, al punto che alcuni colleghi ci hanno chiesto dove avevamo preso i diritti, pensando che fosse un format straniero. E chissà che non riusciamo a portarlo in giro per il mondo, ovviamente con Duccio al seguito».

Una bella soddisfazione per lei che fin da piccola, quando viveva nel verde in provincia di Bergamo, sognava di fare l’attrice comica. «Avevo 5 anni quando ho cominciato ad allestire spettacoli in casa, costringendo famiglia e amici ad assistere. Non erano propriamente comici, o meglio lo erano involontariamente, visto che in realtà avrebbero dovuto essere esibizioni di magia. Il problema era che i trucchi non mi venivano quasi mai e tutti ridevano» racconta. è lì che Alice capisce quale sarebbe stata la sua strada: diventare un’attrice comica e far ridere davvero e non solo involontariamente. «Così, a 18 anni, mi trasferii a Milano per studiare e mettermi alla prova. Ho studiato tanto, ho frequentato “Quelli di Grock” (ndr. scuola di teatro fra le più prestigiose), ero sempre in giro per locali e serate di cabaret, cercando di rubare i trucchi del mestiere agli altri comici. La mia prima volta su un palco è stata al Circolo di Legnano, storico locale di cabaret milanese condotto da Max Pisu. Da allora non ho più smesso. Passavo da un locale all’altro di quelli dove ti lanciavano portaceneri se non gli piacevi. Una bella palestra». La svolta arriva poco dopo, a 19 anni, quando la televisione si accorge di lei e debutta al fianco di Marcello Macchia (in arte Maccio Capatonda) in Mai dire martedì su Italia1.

Per Alice è il trampolino di lancio. Dopo qualche anno vince il Festival del Cabaret di Milano (2006), poi il Cabaret in Rosa (2009) e il premio della critica, debutta al cinema con Oggi sposi di Luca Lucini, successivamente in Un fidanzato per mia moglie di Davide Marengo. Ma il boom di notorietà arriva con i video/parodia del personaggio di Alyce Make Up che da YouTube sbarcano su MTV a La Prova dell'Otto di Caterina Guzzanti. «È nato tutto per caso, costretta da Virginia Messina, mia cara amica e regista. Eravamo a casa mia una sera e stavamo guardando alcuni tutorial di Clio Make Up e, come spesso mi capita, ho cominciato a improvvisare imitandola a modo mio, in chiave comica. A quel punto Virginia mi dice “perché non facciamo dei video e li mettiamo su Youtube?”. Così ho cominciato a sfornare i primi tutorial fai da te di Alyce Make Up. Ricordo che il primissimo commento da parte di un internauta è stato “non fa ridere”. Che delusione! Ma poi per fortuna hanno cominciato ad apprezzarli». Alice, che non riesce a stare mai ferma con la testa, intanto continua a immaginare nuovi personaggi, stralunati e surreali come è nel suo stile, sempre al passo con i tempi e con un occhio alle mode del momento. Così nasce anche Betty Fan Page, con la quale nel 2014 entra nel cast di Glob - diversamente italiani di Enrico Bertolino, una ragazza che vive e si informa solo tramite il web, parlando con hashtag e raccontandosi attraverso i termini tipici di internet. E più recentemente Viky, la ragazza-GPS dell’ultima edizione di Colorado. «Viky è nata mentre ero nella vasca da bagno… è così, le idee spesso vengono quando meno te l’aspetti (ride). Nella sua versione originale era la voce robotica di un maestro di scuola che doveva sapere tutto e per questo avevo immaginato come un robot onnisciente. Quando mi hanno chiamato per partecipare a Colorado, insieme a Gianmarco, abbiamo pensato di renderla più semplice adattandola alla televisione. Così è diventata l’assistente vocale multifunzionale, una sorta di navigatore con l’anima». Chiusa momentaneamente l’avventura di Colorado, ora Alice si dedica a Discoteque machine "anche se purtroppo non potrò essere sul palco a causa del pancione ingombrante” e si gode gli ultimi mesi di gravidanza. «La mia è stata ed è una gravidanza tutta da ridere. Non hai idea del solletico che mi fa Duccio. Si muove tantissimo, balla sempre, si fa sentire. Non vedo l’ora di conoscerlo. Sarò una mamma piena di regole, perché sono convinta che siano le regole a dare la libertà. Ma sarò anche una mamma buffona. Voglio ridere tanto insieme a lui. Speriamo solo che apprezzi la mia comicità!».

Psicologa per fiction
Si intitola “Quelli degli anni '80” e va in onda su Deejay Tv la rassegna dedicata ai film cult degli anni Ottanta. Sei serate (la prima andata in onda mercoledì 15 luglio alle 21.15) in cui Alice, al termine della pellicola, si cala nei panni di una psicologa. Sul suo “lettino” terapeutico ogni sera un ospite noto di quegli anni che si sottopone a un’analisi ironica e spensierata, ripercorrendo quegli anni con il sorriso sulle labbra. Tra i “pazienti”: Carlo Freccero, Marco Columbro, Lory del Santo, Carmen Russo e Andrea Roncato.

a cura dI ELENA BUONANNO

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