Il primo passo per dimagrire in modo duraturo? Resettare il metabolismo

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La prova costume è ormai alle porte. E, anche per chi finora non se n’è preoccupato, è tempo di correre ai ripari. Attenzione però: diffidate delle diete miracolose e “last minute” che promettono di far ritrovare la forma perfetta in poco tempo. I miracoli non esistono. Se si devono perdere molti chili è necessario giocare d’anticipo e programmare un impegno che può durare mesi. Ma non disperate: qualcosa si può ancora fare per rimettersi in riga e migliorare la silhouette, senza però mettere a repentaglio la salute con diete troppo drastiche e punitive che nella maggior parte dei casi, dopo un iniziale perdita di peso, vengono abbandonate con la conseguenza che i chili eliminati vengono ripresi e spesso con gli interessi.

 

«Certo non sempre è facile, dopo un periodo in cui ci si è un po’ lasciati andare a qualche extra di troppo o a un’alimentazione più calorica, riuscire a trovare la forza per seguire immediatamente una dieta equilibrata» conferma la dottoressa Cristina Robba, nefrologa e nutrizionista. «Ma con il supporto adeguato e qualche accorgimento, ritrovare un equilibrio più sano e salutare, che lo stress, la scarsa attività fisica e scelte alimentari scorrette hanno minato, può diventare un obbiettivo raggiungibile». Il primo passo? Adottare strategie dietetiche in grado di “resettare” il nostro organismo e dare la spinta (anche psicologica) per riuscire a mantenere le buone intenzioni nel tempo trasformandole in uno stile di vita salutare. Un po’ come si fa con il computer, quando si “impalla”. Inutile insistere, meglio resettare e ripartire da zero.

Dottoressa Robba, ma in che modo si può resettare l’organismo?
Dopo una visita medica utile a valutare con attenzione lo stato metabolico, si propone un preciso schema di trattamento nutrizionale “misto”, ovvero una dieta con schema “a pendolo” e con assunzione di integratori, drenanti e ricostituenti del tessuto connettivo che, associati all’alimentazione, possono migliorare e potenziare i risultati. Questo consente in una decina di giorni di riequilibrare, depurare l’organismo, perdere velocemente qualche chilo (eliminando anche la ritenzione di liquidi) per poi ripartire, con un benessere ritrovato, a seguire un'alimentazione corretta.

Ma di cosa si tratta esattamente?
Dopo una o due giornate di adattamento, in cui vengono dati suggerimenti dietetici, si parte con uno schema alimentare prescritto dal medico da seguire per una breve durata, 10 giorni, aumentabile di qualche giornata in casi particolari, in cui un pasto, generalmente quello serale, è sostituito con un integratore proteico e il secondo pasto consiste nell’introdurre alimenti proteici e glucidi a basso indice glicemico in quantità personalizzate e a ritmo alternato tra loro (da qui lo schema del “pendolo” accompagnati da abbondanti verdure, secondo uno schema dietetico preciso.

E cosa succede dopo questi primi 10/15 giorni?
Viene elaborato uno schema dietetico di consolidamento e stabilizzazione, della durata di 4 settimane, senza sostitutivi del pasto, ma inserendo nella dieta pochi grassi, carboidrati complessi a basso indice glicemico (soprattutto cereali integrali), proteine di origine animale ma soprattutto vegetale, vitamine, minerali e fibre. Se necessario in questa fase si può associare anche un’integrazione con sostanze che favoriscono la sintesi di collagene da parte delle cellule della pelle in modo da mantenere i tessuti elastici e quindi contrastare l’effetto tessuti “flaccidi” che in genere si manifesta durante la dieta, soprattutto se non si è più giovanissimi/e. Dopo questa fase, che potremmo definire di rieducazione alimentare, si passa alla costruzione della dieta “personalizzata” vera e propria, che tiene conto necessariamente dei ritmi lavorativi e dei gusti personali. Questo schema consente di ottenere, in un tempo relativamente breve, lo smaltimento del grasso accumulato con un dimagrimento mirato a carico della massa grassa, di mantenere la massa muscolare e il trofismo cutaneo ma soprattutto educare il paziente ad abitudini nutrizionali sane ed equilibrate.

Ma può dare qualche problema?
No, ovviamente se questo regime alimentare viene seguito sotto controllo medico e per un periodo di tempo limitato, come previsto dallo schema. Moltissima attenzione va posta in soggetti particolari come i pazienti affetti da diabete mellito tipo 1 (pazienti in sola insulina) e pazienti affetti da diabete mellito di tipo 2 (in terapia con ipoglicemizzanti orali con o senza insulina). Stessa attenzione va riservata ai soggetti con insufficienza renale moderata. In questi casi è opportuno utilizzare strategie dietetiche differenti. Tuttavia ogni paziente è a sé e deve essere attentamente valutato. Utilizzando integratori privi di glutine lo schema può essere prescritto anche a persone con intolleranza al glutine o celiachia.

E per chi segue una dieta vegetariana?
In questi casi si prescriveranno integratori “vegetali” e tutto lo schema dietetico seguirà questa impronta.

A cura di MARIA CASTELLANO
Ha collaborato dott.ssa Cristina Robba
- RESPONSABILE DELL'AMBULATORIO DI NUTRIZIONE CLINICA DEL POLICLINICO SAN MARCO DI ZINGONIA E NEFROLOGA-NUTRIZIONISTA DI CORPORE SANO SMART CLINIC -

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