Non lavarsi? La nuova moda “unwashed” per risparmiare acqua e salvaguardare l’ambiente

unwashed

Brad Pitt, Russell Crowe, Colin Farrell, Johnny Depp, sono solo alcuni dei nomi famosi che hanno abbracciato la filosofia unwashed, letteralmente “non lavato”. Non si tratta solo di un fenomeno di Oltreoceano; anche a casa nostra seguirebbero la stessa tendenza lo scrittore Mauro Corona, il giornalista Giuseppe Cruciani e, antesignano, Fulco Pratesi, fondatore del WWF, che ha iniziato la sua battaglia contro lo spreco dell’acqua già nel 2007. Il movimento unwashed sostiene che la frequenza e durata di bagni, docce e lavaggi dei capelli mediamente osservati ai giorni nostri nei Paesi sviluppati non è sostenibile, perché implica un consumo di acqua potabile eccessivo. Il risparmio che perseguono non vorrebbe coinvolgere solo l’acqua, ma anche i prodotti utilizzati per l’igiene personale, che secondo la filosofia unwashed vengono usati troppo, sono troppo aggressivi, non sempre biodegradabili e a volte testati sugli animali. «Laviamoci di meno, lo predico da una vita. C’è gente che si fa il bagno ogni giorno sprecando 100 litri di acqua saponata che inquinano i fiumi. Io me lo faccio una volta alla settimana, il sabato, nella vasca piccola e con poca acqua, senza schiuma» ha dichiarato Fulco Pratesi. All’obiezione che ad esempio d’estate con il sudore una doccia alla settimana non è “olfattivamente” accettabile risponde: «una al giorno è esagerata, basta ogni tre. Poi certo bisogna lavarsi a pezzi: piedi, parti delicate e ascelle, strofinando dove serve. Sono pulitissimo, nessuno mi ha mai detto che puzzo, spero non l’abbiano fatto per educazione». Probabilmente non molti lettori si lasceranno convincere da queste argomentazioni a fare tre docce alla settimana in piena estate, ma per rispettare di più il nostro patrimonio idrico non è necessario arrivare a tanto, possiamo anche mantenere la nostra frequenza di lavaggio abituale, ma cambiare il modo di usare l’acqua. In Italia si usano mediamente 250 litri di acqua al giorno pro capite, mentre negli Stai Uniti 600 e in India 25: differenze abissali. Dei nostri 250 litri giornalieri usiamo mediamente il 30% per bagno e doccia, il 30% per WC e pulizia domestica, il 5% per l’igiene personale. Vedi come si possono ridurre nell’infografica.Un ulteriore risparmio idrico si otterrebbe raccogliendo l’acqua piovana per alcuni usi domestici in cui non è necessaria acqua potabile. Questa soluzione coinvolge modifiche rilevanti in un edificio esistente, mentre non è complesso prevederla in edifici di nuova costruzione.

Regole suggerite per risparmiare acqua.
Al lavandino
> Chiudere il rubinetto mentre si lavano i denti (1 litro d’acqua invece di 30-60).
> Usare una bacinella per fare la barba col rasoio a mano (4 litri invece di 30-55).
> Inumidire le mani e chiudere il rubinetto prima di insaponarle.

Nella doccia
> Chiudere il rubinetto mentre ci si insapona.
> Orientare bene il getto per evitare che finisca in parte sul muro.
> Usare un riduttore di flusso. In questo modo si consumano 20 litri d’acqua, mentre per un bagno ne servono 100-250.

Al wc
> Utilizzare una cassetta con due bottoni, per avere due flussi a seconda del bisogno.
> Installare il recupero delle acque chiare per alimentare la cassetta del WC.

Estrapolazione dati opuscolo sul risparmio idrico in ambiente domestico “Provincia di Bergamo”.

Troppi detergenti
Uno dei cavalli di battaglia del movimento unwashed è la considerazione che a ogni lavaggio la pelle e i capelli vengono privati dello strato protettivo naturale che li ricopre, soprattutto se si fa largo impiego di detergenti e di conseguenza l’igiene personale non sarebbe più salutare, ma addirittura dannosa. Saremmo indotti dalla pubblicità a consumare in eccesso shampoo, balsamo, sapone, bagno schiuma etc. «L’igiene è una fissazione, nessun bambino prende infezioni in casa, mentre oltre centomila in Europa ogni anno si avvelenano con disinfettanti o brillantanti» asserisce Fulco Pratesi.

PELLE SECCA: NON SOLO PER ECCESSO D’IGIENE
Le cause della pelle secca sono diverse, di origine interna ed esterna: ci sono persone geneticamente predisposte oppure con patologie cutanee (eczema, allergie, psoriasi, ittiosi etc.) e non ( ipotiroidismo, insufficienza renale, epatopati etc.), carenze dietetiche, vitaminiche, utilizzo di alcuni farmaci e l’eccessivo utilizzo di cosmetici. Inoltre anche l’età incide decisamente sull’integrità cutanea e non dimentichiamo anche la scorretta o la prolungata esposizione ai raggi UV.
Alcuni consigli per non peggiorare la pelle secca:
> Evitare di “sgrassarla” facendo uso continuo di saponi, bagnoschiuma, gel o altre sostanze aggressive.
> Non utilizzare acqua troppo calda per fare il bagno o la doccia ed evitare bagni “prolungati”.
> Non esagerare con applicazione frequente di creme molto grasse; a tal proposito va ricordato che l’utilizzo di olio di oliva non ha riscontri scientifici che ne dimostrino l’utilità.
> Non eccedere con l’esposizione all’aria condizionata.
Dottor Antonio Barcella, dematologo

a cura di LELLA FONSECA

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