Dopo un ictus sono tornata a vivere

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Grazia è venuta in redazione per dare la sua testimonianza, ha fatto un perfetto posteggio a esse con la sua auto a guida speciale, è scesa e ci ha raggiunto con il solo ausilio di una stampella. Tutto questo sembrava impossibile cinque anni fa, quando improvvisamente si è ritrovata con il lato destro del corpo paralizzato e non era più un grado di parlare, in seguito a un ictus. Ma oggi è una realtà, raggiunta con grande coraggio e determinazione. Grazia, che preferisce usare solo il nome, ha deciso di raccontare la sua storia a “Bergamo Salute” proprio per aiutare chi è in difficoltà a trovare la stessa forza e lo stesso coraggio che ha avuto lei, perché credano nella riabilitazione e non si abbandonino alla disperazione.

Nel 2011 Grazia, trentasettenne, si è da poco trasferita da Brescia a Bergamo dove ha trovato lavoro come commessa. La mattina del 27 dicembre si trova in negozio da sola e improvvisamente, senza alcun segno premonitore, cade a terra, non capisce cosa sta succedendo, è lucida ma non riesce più a muoversi né a parlare e non sa come chiamare aiuto. Dopo una decina di minuti, che sembrano eterni, entra un cliente e, trovandola a terra, chiama l’ambulanza che la trasporta al pronto soccorso. All’ospedale le pare di sentirsi di nuovo bene, a parte il gonfiore sul viso causato dalla caduta. Vorrebbe tornare a casa, ma la trattengono in osservazione e viene trasferita in reparto dove, dopo un certo tempo, i sintomi si ripetono e questa volta la paralisi e l’incapacità di parlare sono definitive. In seguito viene spostata alla Casa degli Angeli dove inizia il percorso di riabilitazione e rimane in degenza tre mesi. Continuerà poi da casa per circa tre anni recandosi a Mozzo per le sedute di fisioterapia e logopedia.

«Confesso che all’inizio avrei voluto morire piuttosto che vivere in quello stato e questo pensiero è stato presente per molto tempo, fino a quando i miglioramenti hanno cominciato a essere evidenti. Però lottavo, mi facevo forza, soprattutto pensando a mia figlia» confessa Grazia. «Alla fine il recupero nel mio caso è stato superiore a quello che i medici avevano preventivato, sono sicura che la mia determinazione sia stata fondamentale, non ho mai mollato. Purtroppo ho visto Osvaldo, un compagno di riabilitazione, interrompere le sedute prima di riuscire di nuovo a parlare e scrivere come ho fatto io, mi è dispiaciuto moltissimo, ma non tutti riescono a trovare la forza di percorrere questo cammino che è veramente lungo. Per tutto il primo anno non potevo spostarmi, durante il secondo ho cominciato a camminare, nel terzo camminavo per strada per brevi tratti e finalmente nel quarto ho potuto fare degli spostamenti maggiori, sempre con la stampella».

Oltre alla riabilitazione Grazia ha dovuto affrontare diversi interventi chirurgici presso una struttura specializzata di Castellanza perché i tendini della gamba e del braccio destro, non utilizzati, si sono accorciati causando il rattrappimento delle estremità. Nella gamba hanno dovuto praticarle ben 50 tagli per distendere l’arto. Il recupero della parola e della scrittura sono stati importanti quanto quello della deambulazione. «È stato come tornare bambina, ho dovuto ricominciare dall’ABC. Devo ringraziare Carla, la logopedista che mi ha seguito ed è stata forse la persona che mi ha aiutato di più. Mi sarebbe piaciuto poter continuare le sedute alla Casa degli Angeli, ma non è possibile, ci sono molte persone in attesa. Visto che ormai faccio tutto in casa e fuori, con una mano e l’aiuto della stampella, penso che farò ulteriori progressi anche da sola. Vado anche in piscina e non mi serve più l’istruttore».

L'ICTUS
Termine proveniente dal latino “colpo”, in inglese “stroke” si verifica quando l’afflusso di sangue al cervello diminuisce e provoca la morte delle cellule. Ci sono due tipi principali di ictus: ischemico (dovuto alla mancanza del flusso di sangue) ed emorragico (causato da un sanguinamento). In entrambi i casi una porzione del cervello viene danneggiata. I possibili sintomi sono: incapacità di muoversi o di percepire un lato del corpo, problemi alla comprensione o all’esprimere parole, la perdita di visione di una parte del campo visivo, forte mal di testa (solo nell’ictus emorragico). Se i sintomi durano meno due ore l’episodio viene chiamato attacco ischemico transitorio (TIA). L’ictus giovanile, che riguarda soggetti con meno di 50 anni ha una incidenza di 10 casi su 100.000 abitanti. In Italia si verificano 200.000 nuovi ictus ogni anno: di questi 10.000 riguardano persone con meno di 54 anni.

a cura di Lella Fonseca

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