Imparare a litigare, il segreto per essere felici

imparare a itigare

Non sempre è un segnale di qualcosa che non va in una coppia. Anzi, secondo gli esperti, in molti casi è il contrario: se fatto in modo “costruttivo”, aiuta a conoscersi meglio e a crescere insieme sentendosi liberi di essere se stessi, in altre parole a costruire una relazione più sana e felice. Di cosa stiamo parlando? Del litigio. Ma cosa succede quando due persone litigano? E cosa vuol dire farlo nel modo giusto? Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Eleonora Negri, psicologa e psicoterapeuta.

Dottoressa Negri, cosa significa innanzitutto, litigare?
La lingua italiana identifica con il verbo litigare l’atto di “discutere con qualcuno in modo violento”, ovvero di “entrare in contrasto con qualcuno”. Queste definizioni rimandano a un insieme di comportamenti negativi e inducono a pensare al litigio come a un’entità potenzialmente dannosa per una relazione. Talvolta capita che le persone raccontino di un litigio riferendosi a un episodio problematico o particolarmente doloroso, specialmente quando coinvolge figure importanti per la propria vita. Nella società attuale, fondata in parte sui valori dell’immediatezza e del reperimento di soluzioni veloci, il concetto di litigio viene frequentemente associato al tema della perdita, della separazione, dell’interruzione di un rapporto. Ciò assume una piega particolarmente delicata quando si pensa al litigio all’interno della coppia. Spesso elevati livelli di conflitto vengono considerati come l’anticamera della fine di un rapporto e questo, naturalmente, a volte può accadere. Uno sguardo più ampio sul tema della lite però può aiutare a considerare il fenomeno in modo diverso, ossia come una delle possibili modalità di confronto e di comunicazione tra partner. Credo possa essere utile adottare una modalità di ragionamento più ampia, che vada al di là della lineare associazione tra “litigio” e “relazione in pericolo” e che si avvicini al considerare la lite come una dinamica che appartiene al corso fisiologico delle relazione.

E' vero che le coppie in cui si litiga poco sono quelle che funzionano meglio?
Purtroppo la risposta è no. La tendenza all’evitamento del conflitto può portare al ritiro da un confronto onesto e veritiero. La paura di litigare con il partner e di causare dolore fa sì che la persona tenga per sé determinati vissuti i quali, accumulandosi, creano rancore e sofferenza. Questo tipo di atteggiamento genera distanza: il silenzio e il “non detto” spingono a chiudersi in se stessi ed espongono la relazione a rischio anche maggiore di quanto possa fare un litigio. La lite è un confronto che porta all’espressione di sé, pur in modo non sempre esente dal dolore. Può rappresentare un punto di rottura momentaneo che però favorisce una nuova partenza insieme. Il litigio infatti non consiste soltanto in una frattura, ma anche in un’occasione di incontro, un cercare insieme dei punti in comune. Anche grazie alle liti si arriva a conoscere il partner in modo più completo, da punti di vista non scontati. Al tempo stesso si impara qualcosa in più su se stessi e sulle proprie modalità di gestione dei rapporti. Il litigio esprime la volontà e il bisogno di avvicinarsi all’altro. è una “non rinuncia” che ci si concede all’interno del rapporto di coppia: i litigi sono maggiori all’interno delle relazioni significative proprio perché in esse la persona non demorde facilmente e ha bisogno di esprimere il proprio punto di vista durante un confronto. La coppia quindi diventa anche il contesto d’eccellenza dove “imparare” a litigare.

Come si può riuscire a litigare in maniera costruttiva?
Innanzitutto non si deve considerare l’altro come un avversario da combattere o da cui fuggire. Non perdere di vista questo punto può aiutare i partner a non trasformare una lite in uno scontro sterile e veramente dannoso per la coppia. Si litiga per chiarire, trovare una soluzione condivisa a questioni che si presentano nella vita quotidiana e un compromesso veramente attuabile. È importante tenere bene a mente che litigare non significa prevaricare l’altro e cercare insistentemente di farlo aderire alla propria posizione. Si impara a litigare anche riflettendo sulla possibilità di ascoltare l’altro. Qualsiasi lite genera rabbia, è innegabile. È anche necessario ricordare che spesso scendono in campo anche sentimenti diversi, come delusione e tristezza. Trovare uno spazio per condividere questi vissuti è importante per evitare che l’ira prenda il sopravvento e aprire alla possibilità di un dialogo più mite, più orientato alla comprensione. Una discussione con queste caratteristiche può aiutare a considerare il punto di vista dell’altro e contemplare l’ipotesi che modificare la propria opinione costituisca un vero arricchimento per la coppia. Con questa conquistata disponibilità le sentenze possono diventare interrogativi, il giudizio può mutare in consiglio e l’ostilità lascia spazio alla collaborazione.

"Si impara a litigare anche riflettendo sulla possibilità di ascoltare l’altro”

a cura DI VIOLA COMPOSTELLA
con la  collaborazione della DOTT. SSA ELEONORA NEGRI
Psicologa e Psicoterapeuta
Mozzo

Questo sito utilizza cookie

propri e di terze parti, per il funzionamento e la raccolta di dati anonimi sulle visite. Proseguendo si accetta l'uso dei cookie. Per dettagli e rifiuto dei cookie clicca qui

Approvo
Non mostrare più