Le fantasie, utili o dannose...

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Una sera Richard, in un momento di intimità con sua moglie, le confida una fantasia erotica che aveva da anni. Lei, sconvolta, gli tira uno schiaffo. Questo non è un fatto realmente accaduto, è pura invenzione. Però… potrebbe capitare. Le fantasie, nella vita di coppia, sono utili o dannose? «Partiamo da un presupposto: tutti fantastichiamo. E non mi riferisco solo alle fantasie erotiche. Tutti, fin da bambini, fantastichiamo, giochiamo col nostro immaginario, fingiamo di essere astronauti o supereroi. Perché lo facciamo? Perché la nostra mente è in grado di farlo. Senza questa capacità umana di fantasticare ed immaginare sarebbero mai esistiti Leonardo da Vinci, Galileo Galilei, Mozart, Picasso? “La logica vi porterà da A a B, l’immaginazione vi porterà dappertutto” diceva Albert Einstein» osserva il dottor Silvio Mori, psicologo e sessuologo.

E questa capacità umana di fantasticare come si manifesta nella vita di coppia?
In un certo senso si manifesta fin dall’inizio, fin dai primi appuntamenti, che in qualche modo vengono immaginati e vissuti già nella nostra mente. Alla base delle fantasie iniziali c’è una sorta di “ricerca della felicità”, che speriamo di trovare nell’amore e ancora di più nella formazione della relazione dei nostri sogni.

E in ambito sessuale?
Anche qui direi che tutti abbiamo delle fantasie erotiche; chi dice il contrario forse si imbarazza oppure non ha ancora avuto il coraggio/desiderio/libertà di esplorare il proprio immaginario erotico. Perché, come diceva Gabriel Laub, “la fantasia è quella cosa che certe persone non riescono neanche a immaginare”.

Ma sono utili o dannose?
Innanzitutto bisogna ricordare una cosa: c’è una grande differenza tra fantasia e desiderio. Io posso avere una fantasia erotica, anche piccante o bizzarra, che magari nella realtà non vorrei mai sperimentare. C’è un confine netto tra i due mondi, quello immaginario e quello reale. Ad esempio, nell’universo femminile, una fantasia erotica diffusa è fare sesso con uno sconosciuto, ma questo non vuol dire che lo si desideri realmente. La fantasia, in questo senso, è un modo per autorizzarsi un’esperienza (seppur virtuale) che nella realtà non si vorrebbe mai.

Non c’è il rischio, però, che la situazione sfugga di mano?
Non bisogna aver paura delle proprie fantasie, l’importante è saper tenere in mano le redini. Questa è la differenza tra fantasia (o perversione soft) e invece le parafilie che sfociano in patologie vere e proprie. Il perverso patologico è come schiavo della propria ossessione. Ma questa è un’altra storia. Qui stiamo parlando di fantasie lecite, magari anche piccanti, ma sempre lecite e, quando vengono condivise col partner, consensuali.

A proposito di partner: è meglio confessare le proprie fantasie o tenerle segrete?
Non esiste una risposta universale. Una parte di queste fantasie erotiche può anche tranquillamente rimanere segreta, soprattutto se sappiamo che non verrà mai realizzata nella realtà. Esiste uno spazio privato, intimo, un “giardino segreto” che è solo nostro e non sempre desideriamo condividerlo, in una sorta di autonomia erotica che le moderne scuole di sessuologia ritengono positiva per la coppia, non negativa. Una fantasia la si può comunicare solo se diventa un vero desiderio e la si vorrebbe mettere in pratica. Allora la si può condividere con libertà e fiducia ed è bene che il partner non sia giudicante o svalutante: può dire di no ovviamente, ma possibilmente senza giudizio o critica. Perché quando la persona che amiamo ci confida un suo desiderio erotico, ci sta invitando nel suo mondo interiore. Condividere le proprie fantasie e i propri desideri è un processo comunicativo e conoscitivo importante in una coppia. “Siete sicuri che il vostro partner sappia cosa vi eccita di più e cosa invece vi blocca? E voi, sapete cosa piace alla persona con cui dividete la vostra vita?”, si chiedeva Willy Pasini nel suo libro “La vita a due”.

Nello specifico, in che modo le fantasie possono essere utili per la coppia? 
Sono utili innanzitutto ai singoli partner perché permettono di autoerotizzarsi mentalmente (sfruttando l’arte dell’immaginazione) ed è stato dimostrato che possono avere effetti positivi in ogni singola fase della risposta sessuale. E poi è bene ricordare che le coppie che durano negli anni non sono quelle che si amano di più, ma quelle che hanno continuato a “imparare” ad amarsi e conoscersi. Perché nulla dura se non rinasce. E come antidoto agli anni che passano, di certo la fantasia è tra i più efficaci. Può arricchire la relazione e renderla ancora più unica. Può anche essere un antidoto efficace contro il tradimento: piuttosto che giocare fuori dalla coppia l’arte seduttiva, la reinvento, “giocando” appunto, all’interno della mia relazione. L’erotismo, in questo senso, è una forma di intelligenza importante (l’organo sessuale più importante è il cervello!) e il gioco una cosa seria. Perché anche quando una fantasia diventa desiderio e viene condivisa e agita, poi si ritorna nella realtà della vita quotidiana. Per concludere, le fantasie, a patto che non siano rigide e ossessive, sono un ottimo ingrediente per la coppia e aiutano la scoperta di sé e dell’altro in un modo più libero, unico e intimo.

"Non bisogna aver paura delle proprie fantasie, l’importante è saper tenere in mano le redini”

A CURA DI GIULIA SAMMARCO
DOTT. SILVIO MORI
Psicologo e Sessuologo
A Bergamo e Brescia



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