Con impedenziometria e calorimetria la dieta funziona meglio

impedenziometria

Avete deciso di mettervi a dieta, ma avete paura di non raggiungere i risultati sperati? Quest’anno potrebbe essere quello fortunato se dalla vostra parte ci sono gli alleati giusti. Grazie all’impedenziometria, esame che permette di calcolare la massa grassa, magra e d’acqua, e alla calorimetria, che misura il consumo energetico a riposo, potrete “targhettizzare” al meglio la vostra dieta e monitorare i risultati passo dopo passo (il peso non è l’unico parametro da tenere sotto controllo). Come ci spiega il dottor Valerio Barbieri, dietologo.

Dottor Barbieri, come funziona l’esame impedenziometrico?
Questo esame è fondamentale per misurare la composizione corporea e, nello specifico, per calcolare la massa grassa, magra e la quantità d’acqua nell’organismo. Questi dati forniscono un quadro più preciso del paziente, che a parità di peso può rispondere in modo diverso agli stimoli, sia interni (salute e malattia) sia esterni (dieta, attività fisica, farmaci etc). È quindi utile innanzitutto prima di iniziare una dieta, ma anche durante per valutarne l’andamento e l’efficacia, verificando anche se la perdita di peso è attribuibile a una reale perdita di peso o ad esempio a una perdita di acqua.

Come si svolge?
È simile a un elettrocardiografo: si applicano due elettrodi su una mano e due su un piede. In pochi secondi la macchina incrocia i parametri dell’organismo con formule di calcolo validate e fornisce i dati relativi a massa grassa, magra e acqua, indicando se i valori rientrano nella normalità per sesso, età, altezza e peso totale. Grazie a queste preziose informazioni, la condizione del paziente può essere ben valutata dal punto di vista clinico, si può studiare un’alimentazione che risponda alle reali caratteristiche fisiche e metaboliche della persona e monitorare i suoi cambiamenti.

Passiamo ora alla calorimetria, cosa misura?
La calorimetria indiretta (CI) calcola in modo accurato e non invasivo il metabolismo basale (il consumo energetico nelle condizioni di massimo riposo), che insieme all’energia consumata in attività fisica e durante l’attivazione del metabolismo in seguito ai pasti (termogenesi indotta dalla dieta) generano il consumo energetico totale di una persona nell’arco della giornata. Tramite il calorimetro è possibile analizzare l’ossigeno consumato, l’anidride carbonica rilasciata e calcolare indirettamente l’energia prodotta.

Come funziona?
Il paziente respira per alcuni minuti nel casco di cui la macchina è dotata, che rileva il contenuto dell’aria inspirata ed espirata. Il risultato finale sarà un numero intero di calorie che indica quanta energia serve all’organismo per sostenere il proprio metabolismo basale. Questo dato è molto utile per indicare il regime alimentare migliore e monitorare l’andamento dietetico.

Dimagrire? Non è solo una questione di peso
Il peso è un parametro sicuramente importante quando si segue una dieta, ma da solo può essere fuorviante. Spesso ad esempio, soprattutto all’inizio di una dieta, i chili che si perdono sono di acqua e non di massa grassa (falso dimagrimento). In alcune condizioni in cui il ricambio idrico risulta alterato (gravidanza, ritenzione idrica, insufficienza renale, uso di diuretici nella terapia dell’ipertensione arteriosa, disfunzioni surrenaliche etc.) invece è possibile che pur avendo una perdita di massa magra il peso rimanga stabile a causa dell’aumento di acqua. In tutte queste situazioni l’impedenziometria permette di verificare con precisione se la perdita di peso è attribuibile a una reale perdita di massa grassa e non di liquidi o massa magra-muscoli (cosa che succede ad esempio nelle diete non equilibrate in cui l’organismo invece di utilizzare il tessuto adiposo come dovrebbe fare, brucia la massa magra).

L’impedenziometria si basa sul dato fisico che l’acqua è un buon conduttore di corrente elettrica, mentre il grasso è un isolante quasi perfetto. Poiché la massa magra è costituita prevalentemente da acqua, determinando il contenuto di acqua dell’organismo, è possibile risalire al contenuto in massa magra, e di conseguenza a quello di massa grassa.”

a cura DI GIULIA SAMMARCO
con la collaborazione del DOTT. VALERIO BARBIERI
Scienze dell’Alimentazione Referente Centro di disturbi alimentari Policlinico San Pietro e dietologo a Smart Clinic Oriocenter

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