Pelle al sole. Come ottenere il meglio dalle radiazioni luminose

protezione solare Adriano Merigo

Cosa c’è di più piacevole di una bella giornata di sole? Il sole è un buon compagno del tempo libero e delle vacanze. Tuttavia, il nostro astro ha una doppia faccia: da un lato ci attrae con la luce e il calore, dall’altro può aggredire, per così dire, la pelle con effetti negativi. Come sempre, ci vuole equilibrio e giusta misura: si tratta di apprendere alcune semplici regole.

Yin Yang del sole
Il sole può avere effetti contrastanti: da un lato dà conforto con i suoi raggi, concorrendo peraltro alla formazione della vitamina D, dall’altro, attraverso le radiazioni ultraviolette (UV), la parte invisibile delle radiazioni luminose,può produrre, per esposizioni eccessive o protratte nel tempo, effetti nocivi sulla pelle. La pelle non si fa trovare impreparata e si difende producendo melanina, un filtro che la protegge, per quanto possibile, dagli effetti negativi degli ultravioletti ed è la responsabile dell’abbronzatura. L’abitudine di esporsi al sole a scopo “ricreativo” per abbronzarsi fa parte di un comportamento acquisito recentemente e contemporaneo a un cambiamento dei canoni estetici. Fino agli inizi del 1900, la bellezza e l’eleganza coincidevano con l’avere un incarnato chiaro, non toccato dalle radiazioni solari. Solo in decenni recenti la pelle abbronzata è venuta in auge come indicatore di bellezza e benessere fisico. Sono quindi aumentati i problemi connessi all’eccessiva esposizione alle radiazioni ultraviolette (comprese quelle dei lettini UVA). Quali sono dunque gli effetti negativi dell’eccessiva esposizione solare? Possiamo distinguere reazioni acute che insorgono, dopo un breve intervallo di tempo, da una singola esposizione ed effetti a lungo termine, che si manifestano per esposizioni protratte per anni o intermittenti, ripetute e intense.

Effetti acuti: le ustioni solari
Le ustioni (o scottature) solari rappresentano la principale conseguenza, a breve termine, di un’esposizione eccessiva al sole. Come per le ustioni da altre cause, si distinguono diversi livelli di gravità: le ustioni di primo grado sono caratterizzate da arrossamento, prurito e bruciore e insorgono dopo alcune ore di esposizione solare eccessiva. I sintomi perdurano per qualche giorno e regrediscono più rapidamente se si evita l’esposizione solare nei giorni immediatamente successivi. Le ustioni di secondo grado sono caratterizzate oltre che dall’eritema dalla comparsa di bolle e vescicole sulla pelle. In questo caso il tempo di guarigione è più lungo e la perdita di liquidi può essere importante per ustioni più o meno estese in bambini piccoli. Alcune malattie e l’impiego di alcuni farmaci possono aumentare le reazioni acute alla luce solare (reazioni da fotosensibilità). Tra le malattie ricordiamo il lupus eritematoso sistemico, mentre tra i medicinali alcuni diuretici, l’amiodarone, le tetracicline, alcuni farmaci anti-infiammatori non steroidei (Fans) come il chetoprofene (anche per uso topico).

Effetti cronici: foto-invecchiamento ma non soloPer esposizioni intense protratte nel corso degli anni o per esposizioni acute ripetute in modo intermittente nel tempo, possono comparire gli effetti cronici: invecchiamento precoce della pelle (il cosiddetto foto-invecchiamento), con accentuazione delle rughe e comparsa di pigmentazioni irregolari, e sviluppo di pre-cancerosi, come le cheratosi attiniche, e di alcuni tumori della pelle: il carcinoma basocellulare o basalioma, il carcinoma spinocellulare e il temibile melanoma. La frequenza di quest’ultimo è andata aumentando nell’ultimo mezzo secolo, colpendo, attualmente, nel nostro Paese, circa 15 persone adulte ogni 100.000. Il carcinoma spinocellulare è influenzato dalla dose cumulativa di radiazioni ultraviolette, mentre il basalioma e il melanoma sono influenzati, soprattutto, dall’esposizione intermittente intensa specie in età infantile.

Le buone abitudini da adottare
Come ridurre i rischi connessi con l’esposizione a radiazioni ultraviolette? È importante, in primo luogo essere consapevoli dell’esistenza di un rischio e dei fattori che lo influenzano. In secondo luogo, è opportuno adottare norme per un’adeguata protezione solare. Eccole in breve:
> evitare l’esposizione solare durante le ore centrali della giornata (dalle 11 alle 15) quando le radiazioni sono più intense;
> cercare l’ombra se possibile;
> utilizzare indumenti adeguati: cappello, maglietta, occhiali da sole;
> utilizzare schermi o filtri solari ad alta protezione (sono un’aggiunta e non sostituiscono altre modalità di protezione!). La protezione è tanto maggiore quanto più l’Indice di Protezione (IP) o Fattore di Protezione Solare (SPF = Sun Protection Factor) è elevato (vedi inserto). Lo schermo solare va applicato 15-30 minuti prima di esporsi al sole, ripetendo l’applicazione frequentemente (di regola ogni 2-3 ore).

Le norme si applicano in tutte le situazioni e non dimenticando che, accanto all’irraggiamento diretto, una quota importante dei raggi ultravioletti può essere riflessa da pareti bianche, dalla sabbia, dalla neve e dal cemento.
In conclusione, in vista delle vacanze estive ricordiamoci di adottare una “giusta misura” nell’esposizione solare: esponiamoci con raziocinio e proteggiamo i più piccoli. La pelle che si arrossa lancia un campanello di allarme: non sottovalutiamolo e riduciamo l’esposizione.

Buone e sane vacanze a tutti!

CHI E' PIU' A RISCHIO?
Non tutti rispondono in modo analogo alle radiazioni ultraviolette. Particolarmente suscettibili agli effetti negativi del sole sono:
> I soggetti in terapia immunosoppressiva protratta nel tempo, come i trapiantati di organo solido o i pazienti con malattie auto-immuni.
> Le persone con pelle chiara che non si abbronzano facilmente e con caratteri fisici che si accompagnano alla pelle chiara, come capelli di colore biondo o rossiccio, occhi azzurri, verdi o grigi (l’insieme di queste caratteristiche pigmentarie prende il nome tecnico di fototipo cutaneo).
> I neonati e i bambini, particolarmente vulnerabili poiché i loro sistemi di difesa sono meno efficienti rispetto all’adulto (nel primo anno di vita i bambini dovrebbero evitare l’esposizione diretta al sole).
> Per quanto riguarda il melanoma sono a maggior rischio i soggetti con molti nei e con nei “atipici”, cioè nei con diametro superiore a 5 mm. e bordi irregolari, i soggetti con storia familiare di melanoma e con storia di numerose ustioni solari in età infantile.

CALCOLA IL TUO RISCHIO
Il rischio di melanoma nel corso dell’intera vita può essere calcolato ricorrendo a un calcolatore del rischio come quello messo a disposizione, sul proprio sito, dal Centro Studi GISED (http://www.centrostudigised.it/calcola_il_tuo_rischio_di_melanoma.html). Un primo parere su lesioni considerate sospette si può ottenere, in Italia, scaricando la app Clicca il Neo, inviando un’immagine di una lesione sospetta e attendendo la risposta di un esperto.

IN CASO DI TATUAGGIO
Chi ha un tatuaggio deve prestare particolare attenzione all’esposizione solare. Dopo l’esecuzione è buona norma evitare per alcuni mesi l’esposizione al sole che può favorire la produzione di cicatrici ipertrofiche. Inoltre alcuni colori come il nero, il rosso scuro e il blu, possono assorbire con particolare intensità le radiazioni infrarosse presenti nella luce solare; queste, non venendo dissipate, possono surriscaldare la pelle contribuendo al danno ossidativo associato all’esposizione solare intensa.

COME LEGGERE LE ETICHETTE DELLE CREME SOLARI
> Indice di Protezione (IP) o Fattore di Protezione Solare (Sun Protection Factor, SPF): indica il tempo richiesto per indurre eritema, cioè l’arrossamento della pelle, dopo l’esposizione a una sorgente artificiale di luce ultravioletta, quando si utilizza lo schermo solare, rispetto a quando non lo si utilizza. L’IP fa riferimento alla protezione dagli UVB (lunghezza d’onda 290-320 nm) principali induttori di eritema.
> “Persistent Pigment Darkening” (PPD): valuta l’induzione di una minima abbronzatura della pelle sull’area esposta a UVA (lunghezza d’onda 320-400 nm.), la componente dei raggi ultravioletti principale responsabile dell’abbronzatura.
> Filtri fisici: oppongono un vero e proprio schermo alle radiazioni solari, attraverso processi fisici di assorbimento, riflessione e diffusione delle radiazioni. Sono in genere rappresentati da polveri minerali come ossido di zinco o titanio, carbonato di magnesio, talco, caolino.
> Filtri chimici: sono molecole organiche che, per le loro caratteristiche strutturali, possono assorbire le radiazioni luminose. Una volta assorbita, l’energia della radiazione solare viene poi riemessa sotto forma di energia di differente lunghezza d’onda. Tra queste molecole troviamo l’acido para-aminobenzoinco (PABA), l’octocrilene e l’avobenzone.

A cura del DOTT. LUIGI NALDI
Specialista in Dermatologia
Direttore Unità Operativa complessa di Dermatologia, Ospedale san Bortolo, Vicenza Direttore Centro Studi GISED, Bergamo

Illustrazione di Adriano Merigo

 

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