Prevenzione “su misura” contro il tumore al seno

fiocco rosa

Oggi in Italia le statistiche confermano che una donna su otto, nel corso della propria vita, si ammala di tumore al seno. Di queste, meno del 30% ha fattori di rischio specifici: ciò significa che circa il 70% dei tumori sono eventi casuali e imprevedibili. Si tratta di dati che sottolineano in maniera evidente quanto sia importante fare prevenzione.

«La prevenzione primaria del tumore al seno si basa soprattutto su alcune abitudini che portano ad avere uno stile di vita sano» sottolinea il dottor Mario Rampa, nuovo senologo in Habilita Poliambulatorio San Marco Bergamo. «Solitamente faccio riferimento a dieci regole da seguire per mantenersi in salute e ridurre i rischi di malattia. Si va dalla pratica quotidiana di attività fisica per circa trenta minuti, al controllo periodico del peso; dall’assunzione di calcio e di vitamina D, al consumo di frutta e verdura a ogni pasto. Inoltre è importantissimo bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno, consumare trenta grammi di cereali integrali e controllare le tabelle energetiche di ciò che si acquista. Infine sarebbe utile ridurre il consumo di alimenti ad alto contenuto energetico, di alcool e prediligere una cottura del cibo che non preveda l’uso di grassi».

Habilita è, da sempre, attenta a questo tipo di patologia e, proprio per questo motivo da anni è presente al Poliambulatorio San Marco Bergamo, in piazza della Repubblica 10, la figura del medico senologo. Habilita oggi dispone di un’équipe di senologi presenti sul territorio bergamasco che garantiscono l’alta qualità delle visite e dei controlli.

Il dottor Giuseppe Panzeri, che in passato riceveva le sue pazienti proprio a Bergamo, ha recentemente spostato il suo ambulatorio ad Habilita Poliambulatorio Osio Sotto. A partire dallo scorso 28 novembre, invece, ha iniziato a collaborare con Habilita, presso il Poliambulatorio San Marco a Bergamo, il dottor Mario Rampa: lecchese di nascita e milanese di adozione, per anni in forze alla Senologia dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, sin dall’inizio della sua attività si è occupato di senologia, della prevenzione e della cura medica e chirurgica del tumore al seno.

Restando in tema di prevenzione, oltre a quella primaria, esiste una prevenzione secondaria specifica per il tumore al seno che può definirsi anche “diagnosi precoce”. «Il massimo successo di questa prevenzione si traduce nel fare la diagnosi di un tumore quando si trova ancora in uno stadio iniziale» precisa il dottor Rampa. «In questo modo si può avere un’altissima probabilità di guarigione definitiva, con cure chirurgiche e farmacologiche di minima entità e minimo disagio, eseguite nei modi e nei tempi corretti.

Lo screening di Regione Lombardia con la mammografia ogni due anni delle donne di età compresa tra i 50 ed i 69 anni copre la fascia di età di maggiore incidenza di tumore al seno, ma non si arriva a superare il 55% del numero totale di questi tumori. Il rimanente 45% colpisce donne in fasce di età non incluse nello screening, e nello specifico, il 25% oltre i 69 anni e il rimanente 20% al di sotto dei 50 anni, di cui il 7% circa in donne al di sotto dei 40 anni.

Certamente raggiungere con uno screening di massa il risultato del 55% è già ritenuto ottimo a livello internazionale e Regione Lombardia è stata la prima in Italia a raggiungere questi risultati e a implementare lo screening per gli anni futuri alle donne dai 45 ai 74 anni, ma sono convinto che ci siano ancora ampi margini di miglioramento. Questi numeri si possono e si devono migliorare ancora. Se oggi, a 5 anni dalla malattia, l’87% delle donne è in buona salute, si può arrivare al 90 e poi al 95 per poi tagliare un traguardo che non ritengo impossibile: guarire definitivamente tutte le donne che si ammalano di tumore al seno.

Per migliorare i risultati dobbiamo fare nostro il concetto dell’unicità di ogni donna, con la sua storia e le sue caratteristiche. Da qui il secondo importante concetto: la prevenzione su misura. Quindi uno schema di screening personalizzato che garantisca a ogni singola donna la “copertura” per lei ottimale. Anche in senologia ,come oramai in tutto l’ambito sanitario di più alto livello, l’approccio personalizzato permette i massimi risultati possibili. In questo entra in gioco il ruolo cruciale del chirurgo senologo che per ogni donna valuta il rischio complessivo al di là dell’età anagrafica (storia familiare, stile di vita e rischi specifici), valuta la morfologia della mammella e sceglie gli esami adeguati da eseguire nei tempi corretti per la massima protezione. Inoltre la visita eseguita da un esperto senologo è in grado di identificare piccoli segni a cui la donna può non dare importanza, ma che potrebbero essere un segnale della malattia. Insieme abbiamo le conoscenze e le armi per vincere, ma da soli non siamo sufficienti» conclude il dottor Rampa.

a cura DI FRANCESCA DOGI
Habilita poliambulatorio San Marco
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