DNA è boom di test di paternità

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Dimenticatevi gli intrighi di film e soap opera. Oppure le storie di vip. Il test di paternità negli ultimi anni sta registrando un vero e proprio boom anche tra le persone comuni. A chiederlo, in genere, sono uomini che vogliono sapere se i loro figli sono frutto di tradimento, soprattutto in sede di separazione o divorzio. E così nel web si sono moltiplicati studi che promettono di chiarire ogni dubbio, con invio a casa del kit di prelievo e rispedizione allo studio della busta con il campione da esaminare. Ma quali sono i test davvero attendibili? E cosa dice la legge a riguardo? Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Alba Campione, medico legale.

Dottoressa Campione, che cosa si analizza con il test di paternità?
Il test di paternità viene effettuato sul DNA per accertare se un uomo è il padre biologico di un altro individuo. Questo perché il patrimonio genetico di ogni individuo è formato per il 50% dal patrimonio genetico del padre e per il 50% dal patrimonio genetico della madre. Il DNA di ciascuno di noi è unico, ad eccezione di quello dei gemelli omozigoti. La paternità biologica viene quindi accertata se il presunto figlio/a possiede metà del suo patrimonio genetico.

Ma è attendibile?
L’affidabilità del test, purché sia eseguito a regola d’arte, raggiunge il 99,99%. Basandosi sulla statistica, la metodologia di analisi non raggiunge mai il 100%; un test perché possa essere definito affidabile deve raggiungere almeno il 99,72%.

Come si esegue?
Il prelievo (sia del sangue periferico sia del liquido salivare) deve essere effettuato su soggetti che hanno espresso il proprio consenso e a cui sia stata spiegata la finalità dell’indagine e che abbiano esibito un documento di identità valido. Pertanto il test deve essere eseguito in un laboratorio che garantisca la “catena della sicurezza” dei campioni prelevati; il responsabile della sicurezza è il medico che effettua il prelievo. Di conseguenza per effettuare un test di paternità a uso legale è necessario che i campioni vengano raccolti in strutture riconosciute e da persone qualificate.

COME SCEGLIERE IL LABORATORIO GIUSTO
In rete si trova una vasta gamma di offerte, dai test casalinghi fai da te a laboratori che inviano al domicilio personale qualificato per effettuare i prelievi dei campioni biologici da testare. Ovviamente i costi sono molto variabili, da circa 200€ per test informativi agli 800-1000€ dei laboratori certificati per effettuare test a uso legale. Si consiglia perciò di leggere sempre molto attentamente cosa offre il laboratorio, se il risultato può avere un utilizzo legale o meno. Strutture laboristiche certificate e i laboratori degli Istituti di Medicina Legale offrono, per test di paternità a uso legale, i risultati più qualificati.

COSA DICE LA LEGGE
Il riconoscimento o il disconoscimento di paternità sono normate art. 106 comma 1, lettera a) che ha abrogato il precedente art. 235 cc con D.lgs 28 dicembre 2013 n°154. Inoltre una sentenza della Corte di Cassazione del 2006 (n°266) ha determinato che da solo il test di paternità eseguito sul DNA è una prova sufficiente per il riconoscimento o disconoscimento di paternità di un figlio. Il test può essere eseguito anche prima della nascita del concepito, attraverso un prelievo da placenta o villi coriali, così come può essere prelevato da cadavere, ma prima di effettuare una eventuale cremazione. Perché questo test abbia un valore legale, non può essere eseguito all’insaputa di uno dei due genitori. Se fra i soggetti dell’indagine vi è un minore, entrambi gli esercenti la potestà genitoriale devono dare l’assenso all’indagine, oppure il tutore legale. Nel caso di un figlio maggiorenne è lo stesso che decide o meno se sottoporsi al test. Nessun può essere obbligato a sottoporsi al prelievo per il riconoscimento nel corso di una causa civile, ma generalmente se il presunto padre si rifiuta, il giudice gli attribuisce la paternità. Se il test viene eseguito all’insaputa di uno dei due genitori, il genitore che lo effettua non compie nessun reato, ma il test avrà solo un valore informativo e non legale. Riguardo ai kit in libera vendita su internet, il risultato di tali indagini non ha valore legale.

a cura DI MARIA CASTELLANO
con la collaborazione della DOTT.SSA ALBA MARIA ISABELLA CAMPIONE
Specialista in Medicina Legale e delle Assicurazioni
Bergamo

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